Magdalena Fernández

Il lavoro di Magdalena Fernández si fonda sul rapporto tra l'opera d'arte e lo spazio, attraverso la creazione di suggestive installazioni che creano un ritmo dinamico e architettonico all'interno degli ambienti che le ospitano.   Proseguendo un discorso che trae origine dalle esperienze delle avanguardie storiche (dal costruttivismo di Tatlin al raggismo di Larionov, fino al futurismo de Balla e Boccioni),   la Fernández ha sviluppato la sua particolare ricerca artistica intorno al concetto di interazione dinamica tra la struttura dell'opera dispiegata nello spazio e l'azione della luce, considerata dall'artista come la referente principale dell'installazione, progettata appunto con la precisa finalitá di dare vita ad un luogo abitato da elementi geometrici, caratterizzati da un rigoroso bicromatismo.

La grammatica stilistica della Fernández si sviluppa intorno alla disposizione di strutture modulari sospese nello spazio:   una teoria di piccole sfere dai riflessi metallici abbinate a gruppi di pannelli in materiale trasparente, che riflettono la luce scomponendola in piani e superfici dalle forti scansioni chiaroscurali.   "Le strutture monocrome -spiega l'artista- si muovono in una spazialitá bi-tridimensionale, per conquistarla, ricostruirla, reinventarla in una sequenza senza fine, di tensione dinamica e compositiva".

Luoghi asettici, severi, pervasi da un'atmosfera di rarefatto silenzio, aumentata dalla presenza delle brriere trasparenti, che impongono allo spettatore una visione dall'esterno di questi ambienti dove la Fernández realizza l'antico sogno di Larionov:   la costruzione di uno spazio assoluto, fatto soltanto di movimento e di luce.

Ludovico Pratesi
Roma. 10/1993